Razzismo Ambientale ?

Amendolara (CS) 7 marzo 2015

Dibattito organizzato dal comune di Amendolara in collaborazione col circolo territoriale di Unione Mediterranea “Federico II” e l’associazione “Diamoci una mano”.

Presenta e modera il dibatto Silvio Messineti, giornalista de Il Manifesto, una rapida panoramica della attuale situazione nell’alto Ionio ed il collegamento con lo “Sblocca Italia” che di fatto liberalizza le trivellazioni. Le multinazionali hanno ora rivolto l’attenzione nel golfo di Taranto, favoriti quindi da questa nuova normativa che scavalca i ruoli degli enti locali.

Introduce il sindaco di Amendolara Antonello Ciminelli, uno dei primi Sindaci Calabresi ad essersi opposto alle trivelle, denunciando da subito il danno ambientale legato alla realizzazione dei progetti. Si riallaccia a quanto emerso nell’incontro precedente di Trebisacce (CS) organizzato dall’associazione RASPA, rilanciando la proposta ad iniziative congiunte anche col mondo politico, coinvolgendo quindi tutti i sindaci dell’area del golfo di Taranto interessati alle istanze di ricerca e coltivazione di idrocarburi.

In videoconferenza interviene Enzo di Salvatore, professore di diritto all’università di Teramo, consulente tecnico del ricorso di “Colle dei Nidi”, che ha rappresentato il primo caso in Italia di impugnazione e vittoria contro una autorizzazione in terraferma, ottenuta unicamente perchè il ricorso è antecedente lo “Sblocca Italia”; la motivazione del successo è stato il mancato coinvolgimento dei sindaci nella procedura di autorizzazione.

Il decreto “Sblocca Italia”, prevede lo scalzamento del potere decisionale degli enti locali, ciò che riguarda l’ambito energetico diviene “indifferibile ed urgente”. Nella conversione in legge dello stesso l’unico passaggio positivo ottenuto è “l’Intesa delle Regioni” che nella versione originale riservava agli enti locali la sola partecipazione in Conferenza dei Servizi.

Anche questa, avverte il costituzionalista, non basta a garantire la possibilità di incidere e determinare la scelta e l’orientamento definitivo della autorizzazione. Illustra quindi tecnicamente i passaggi di autorizzazione.

Per l’Associazione “Diamoci una mano” interviene l’assessore all’ambiente Luigi Sisci, ribadendo che le amministrazioni queste trivelle non le vogliono. Si riallaccia quindi alla relazione fra eventi sismici indotti e trivellazioni, affermando che esisterebbe una correlazione. Si riconduce al lavoro svolto dalla commissione ICHESE, la quale, a suo avviso, dopo due anni di lavoro e studio si conclude in incertezze e mancate risposte. Accenna anche all’utilizzo dei fanghi di perforazione e all’uso degli “Air Gun” per la ricerca e l’estrazione del petrolio, aggiunge inoltre i disagi da transito delle petroliere, ravvisando quanto il tutto sia dannoso per l’ambiente. Saluta con piacere le mobilitazioni dei cittadini ma, afferma, è lo Stato a dover tutelare l’ambiente.

Il professore di sismologia dell’Unical Ignazio Guerra, riprende i contenuti del rapporto ICHESE, confermando che non dà certezza sulla correlazioni ma, avverte, studi di questo tipo non si possono svolgere in due anni. Accenna anche alle emissioni di Radon, che si supponeva fossero precursori di eventi sismici, ma anche questa connessione manca di sufficienti conferme scientifiche.

Per Felice Santarcangelo, del comitato NO-Scorie Trisaia, non sono sufficienti le azioni della Regione Calabria, auspicando invece una mobilitazione che investa almeno i 50 sindaci dell’area interessata del golfo di Taranto. Richiama l’incontro di Trebisacce, in questa fase la mobilitazione è limitata all’informazione, ma deve essere appoggiata dalla popolazione, in quanto i soli atti amministrativi non bastano.

L’aspetto giuridico viene esposto dall’avvocato Giovanna Bellizzi del comitato Med No-Triv. Illustra brevemente le indagini da lei svolte nella stesura di osservazioni alle istanze di ricerca e produzione di idrocarburi, l’ultima delle quali contro le trivellazioni lungo la costa della Croazia, entra nel vivo degli aspetti giuridici e delle possibilità legislative in possesso delle amministrazioni locali per opporsi ad inserimenti industriali che comportano notevoli rischi per l’ambiente e per la salute. “L’Europa è orientata alla tutela dell’ambiente”, ricorda il Principio di Precauzione dimenticato dai sindaci e quindi non applicato. Afferma che il diritto “obbliga di prevenire qualsiasi disastro per la salute. La sicurezza e l’ambiente devono prevalere sugli interessi economici, anche se si tratta di multinazionali”. L’amministratore locale può quindi impedire un intervento industriale in assenza di sufficienti studi scientifici che escludano la pericolosità, un concetto espresso e confermato da diverse sentenze, la pericolosità, inoltre, non deve essere dimostrata. A tal proposito fornisce agli amministratori tre elementi fondamentali per avviare un processo di tutela:

  1. individuare il rischio per la salute;
  2. valutare il rischio;
  3. rinvio, nell’ordinanza, della normativa sulla salute pubblica.

perché di fatto il sindaco è responsabile della salute pubblica. Il mancato richiamo del principio di precauzione, nel caso in cui poi si verifichi il disastro ambientale, lo rende di fatto responsabile. Si sofferma quindi sul Dlg 152/2006, articolo 24 che dispone la possibilità per i cittadini di esprimere osservazioni ed elenca quindi gli elementi da poter inserire nelle stesse.

Interviene il parroco di Amendolara, Padre Franco, sostenendo che il petrolio non è una risorsa ed incitando quindi alla mobilitazione. Riporta la preoccupazione del Papa, di recente espressa in maniera molto chiara che di fatto criminalizza i disastri ambientali. Conclude affermando che “la terra va coltivata e custodita”.

Un breve intervento dall’assessore alle attività produttive Luigi Salvatore, il quale ha partecipato anche alla costruzione della raffineria di petrolio di Priolo, enunciandone gli attuali danni. Esprime il paradosso della politica del nostro governo, che da una parte classifica come rifiuto pericoloso la bottiglia di plastica, e nel contempo caldeggia la produzione di petrolio che ne è la materia prima. Anche da lui un invito alla mobilitazione. “Il nostro futuro è turismo e agricoltura, non possiamo essere l’ILVA della Calabria”.

Dell’aspetto sanitario ne parla il dottore Giambattista Mele, di Viggiano, medico dell’ISDE. Anche a suo avviso occorre fare maggiore informazione. Viggiano ha in Basilicata la maggiore concentrazione di pozzi di estrazione, 23 su circa 70 presenti in tutta la regione. Elenca alcune delle sostanze che si sviluppano con le estrazioni ed alcune patologie presenti nell’area, evidenziando i rischi sulla salute. Illustra quindi la proposta di Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) di cui è promotore, trattasi di un progetto di ricerca e di studio, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Viggiano. Lo scopo è quindi di associare la parte sanitaria con quella ambientale. Tale studio è attenzionato dal nostro Ministero della salute. Per la compilazione di tale studio sarà coinvolta la popolazione.

Interviene Franco Colucci del WWF di Policoro, responsabile – Oasi WWF Policoro – Erakleia – Riserva Regionale Bosco Pantano. Descrive quella che è l’unica oasi nel meridione, quella di Policoro-Heraklea. Propone un progetto di monitoraggio del Golfo. Abbiamo due campi d’intervento: L’Europa e le piazze, quindi anche da lui un invito alla mobilitazione. “A Scanzano Jonico abbiamo vinto perché eravamo uniti con la Calabria e la Puglia”. Il golfo di Taranto è costituito da 40 comuni che devono unirsi in un progetto di costituzione di Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (ASPIM), e la costituzione di un secondo santuario dei cetacei.

Descrive i danni all’ambiente marino la biologa marina Rossella Baldacconi, gli effetti diretti degli strumenti di indagine Air-Gun sulla flora e sulla fauna, accennando alle sacche di Amendolara, che è Sito di Interesse Comunitario (SIC). Descrive anche gli effetti dei fanghi di perforazione, che vengono poi immessi direttamente nei fondali marini. Rivela che, nelle aree in prossimità dei pozzi, vi è una elevata concentrazione di metalli pesanti e di acidi. Avverte su due tipi di incidenti che si verificano: il Blowout superficiale:

  • con combustione,
  • con sversamento,  come si è verificato nel Golfo del Messico.

Oltre agli effetti diretti vi sono quelli indiretti dovuti al bio-accumulo negli organismi marini di sostanze inquinanti, il più pericoloso dei quali è l’IPA, una frazione del petrolio. Accenna quindi anche alla sismicità indotta, fenomeno che in Italia non è suffragata da studi, come invece avviene in altre parti del mondo, ad esempio in Olanda si sono registrati innumerevoli eventi in aree prossime a impianti di trivellazione.

Per il sindaco di Roseto Capo Spulico Rosanna Mazzia la decisione politica è da sovvertire ad opera dei 17 sindaci che hanno ribadito di unirsi per contrastare tutto ciò. Insieme alle ragioni scientifiche e mediche, alle amministrazioni, alle preoccupazioni della gente e dei comitati, propone di istituire un tavolo tecnico: “Se non lo fa la regione lo facciamo noi”.

Carmelo Fanizzi, ricercatore della Joan Delfin Conservation di Taranto, informa sulla peculiarità del golfo di Taranto e sulle specie marine che lo popolano. Descrive le attività più dannose per la fauna, prima ancora delle trivellazioni vere e proprie, cioè quelle degli Air-Gun, inoltre accenna al danno che subirebbe l’intera economia dell’area.

Roberto Longo, responsabile nazionale di Unione Mediterranea, ravvisa il desiderio di fare rete, ribadendo il senso di molti degli interventi. Definisce i settori di attività dell’associazione di cui fa parte, e ribadisce la complicità dei politici locali e dei governi nazionali nel definire “colonia” il Sud d’Italia.

Il sindaco di Trebisacce Francesco Mundo, ritiene, anche lui, che sia giunto il momento di organizzare a breve una manifestazione per raggiungere ed informare le popolazioni. Porta i saluti del governatore della Calabria Mario Oliverio , che per tramite fa sapere di “essere dalla nostra parte” ed “essere disponibile per successive iniziative“.

L’ultimo intervento del sindaco Ciminelli auspica a breve un’altra azione di mobilitazione.