La perversione della Pace

nyscemi

Ci sono degli elementi che accomunano il processo di Idrolisi nel Mediterraneo, la base MUOS a Niscemi in Sicilia e la militarizzazione del porto di Gioia Tauro.

Si chiamano NATO e U.S. NAVY

Il sistema MUOS (Mobile User Objective System) è uno strumento militare, collegato alla vicina base militare NATO di Sigonella. È uno strumento di comunicazione militare, che permette collegamenti e comunicazioni fra le forze militari in condizioni di difficile accesso. L’intero apparato prevede quattro stazioni al mondo, con altrettanti sistemi in orbita, la cui messa in funzione è stata annunciata per il novembre 2014.

Il MUOS dovrà assicurare il collegamento della rete militare Usa rendendo sempre più automatizzati e disumanizzati i conflitti del XXI secolo, con la conseguenza di accrescere sempre più il rischio di guerra (convenzionale, batteriologica, chimica e/o nucleare) anche per un mero errore di elaborazione da parte dei computer.

Le quattro stazioni a terra, ognuna delle quali serve uno dei quattro satelliti attivi, saranno ubicate presso:

  • Australian Defence Satellite Communications Station a Kojarena a circa 30 km a est di Geraldton, Australia dell’ovest;
  • Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) a Niscemi, a circa 60 km dalla Naval Air Station di Sigonella, in Sicilia;
  • NGaval SATCOM Facility, Northwest, Chesapeake nel Sud-Est della Virginia;
  • Naval Computer and Telecommunications Area Master Station Pacific nelle isole Hawaii.

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Tanti i rischi per l’ecosistema e per la salute come evidenziato da diversi studi e soprattutto dalle relazioni di Massimo Zucchetti, professore ordinario di Impianti Nucleari del Politecnico di Torino e research affiliate del Massachusetts Institute of Technology (USA) e Massimo Coraddu, consulente esterno del dipartimento di Energetica del Politecnico ed ex ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Le denunce dei consiglieri del Comune di Niscemi attendono ancora risconti e risposte.

Anche quest’anno, dal 6 al 12 agosto, si è svolto il campeggio NO-MUOS, nei pressi della base. Anche quest’anno alcuni attivisti si sono posizionati su tre delle 46 antenne, eludendo la sorveglianza e tagliando le reti ed il filo spinato. Durante i giorni di occupazione il sistema ha smesso di funzionare e le autorità della base sono state costrette ad interrompere le comunicazioni militari.

Almeno così è stato comunicato.

Ma l’antenna principale, quella che sovrasta la stessa area del campeggio NO-MUOS non ha mai smesso di pulsare, lampeggiando senza sosta, quella che gestisce il movimento militare nel Mediterraneo, l’antenna VERDIN per la comunicazione con i sommergibili in immersione (VLF Digital Information Network).

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Ipotizzando un collegamento con un altra operazione a marchio NATO, che in queste ore è in pieno svolgimento nel Mediterraneo a bordo della nave Cape Ray, la nave-laboratorio sta infatti continuando e accelerando l’esperimento di idrolisi in mare delle Armi Chimiche Siriane, nonostante il moto ondoso ed i limiti posti dalla stessa OPAC di interrompere le operazioni con vento superiore a 4 beafourt.

La Cape Ray è una nave militare americana, a bordo vi sono 35 marinai, circa 64 specialisti chimici di Edgewood Chemical Biological Center dell’esercito, una squadra di sicurezza ed un contingente di US European Command.

Anche questa operazione è in spregio alle più basilari norme di sicurezza per l’ambiente e la salute dell’uomo.

Contro questa operazione, un gruppo di attivisti greci è partito a bordo di alcune imbarcazioni, nel tentativo di individuare la posizione della Cape Ray, ma invano, perché non individuabile, perché non emette segnali, ed anche questo è illegale.

Anche il trasbordo nel porto civile e commerciale di Gioia Tauro è stato gestito dalla NATO. È andato tutto bene, nessun incidente. Il battesimo del porto per le operazioni militari è stato fatto in grande stile, con tutti i riflettori del mondo accesi.

... per approfondire

Ricordiamo che il porto fa parte dell’operazione Container Security Initiative (CSI) degli Stati Uniti per il controllo dei porti da parte di personale specializzato statunitense per i traffici in direzione americana. Come viene specificato nel UNITED NATIONS CONFERENCE ON TRADE AND DEVELOPMENT, a pagina 27. 

Thus, the G8 members are supporting the development of several security projects and regulations and have agreed a set of co-operative actions to promote greater transport security while facilitating trade140and NATO members are working on several measures, including measures relevant to maritime and container security. 141.

Prosegue nella nota 141: Among other measures, this includes the “Operation Active Endeavour“, which provides for the deployment of NATO naval forcesto patrol the eastern Mediterranean and the Straight of Gibraltar and monitor shipping. For more information, see www.nato.int. (Così, i Membri del G8 stanno sostenendo lo sviluppo di diversi progetti di sicurezza e dei regolamenti e hanno concordato una serie di azioni cooperative per promuovere una maggiore sicurezza dei trasporti, facilitando gli operatori e della NATO stanno lavorando su diverse misure, comprese le misure relative alla sicurezza marittima e container….

…tra le altre misure, questo include la “Operazione Active Endeavour”, che prevede il dispiegamento di forze navali della NATO per pattugliare il Mediterraneo orientale e la Stretto di Gibilterra e di monitorare la spedizione.

Nel sito dell’Operation Active Endeavour, si legge inoltre: Under Operation Active Endeavour, NATO ships are patrolling the Mediterranean and monitoring shipping to help deter, defend, disrupt and protect against terrorist activity.

The operation evolved out of NATO’s immediate response to the terrorist attacks against the United States of 11 September 2001 and, in view of its success, is being continued.

As the Alliance has refined its counter-terrorism role in the intervening years, the operation’s mandate has been regularly reviewed and its remit extended.

The experience that NATO has accrued in Active Endeavour has given the Alliance unparalleled expertise in the deterrence of maritime terrorist activity in the Mediterranean Sea. This expertise is relevant to wider international efforts to combat terrorism and, in particular, the proliferation and smuggling of weapons of mass destruction, as well as enhanced cooperation with non-NATO countries and civilian agencies.

(Sotto Operazione Active Endeavour, le navi della NATO pattugliano il Mediterraneo e la spedizione di monitoraggio per contribuire a dissuadere, difendere, interrompere e proteggere contro le attività terroristiche. L’operazione si è evoluto dalla risposta immediata della NATO agli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti dell’11 settembre 2001 e, in vista del suo successo, viene proseguito. Come l’Alleanza ha perfezionato il suo ruolo di anti-terrorismo negli anni successivi, il mandato dell’operazione è stato regolarmente rivisto ed esteso le sue competenze. L’esperienza che la NATO ha maturato in Active Endeavour ha dato l’esperienza senza pari dell’Alleanza nella deterrenza di attività terroristiche marittima nel Mar Mediterraneo. Questa esperienza è rilevante per più ampi sforzi internazionali per combattere il terrorismo e, in particolare, la proliferazione e il contrabbando delle armi di distruzione di massa, nonché la cooperazione rafforzata con i paesi non membri della NATO e le agenzie civili.)

Ed ora che il porto ha dimostrato di essere una eccellenza anche per questo tipo di operazioni, probabilmente ne verranno altre, infatti traducendo le dichiarazioni di Adam Baker, ingegnere chimico responsabile di progetto del Biological Center US Army Edgewood Chemical :

«Quando la missione della Cape Ray sarà completata, funzionari dell’Ufficio del Program Manager decideranno sui piani a lungo termine circa le opportunità dell’ idrolisi.

So che vogliono riutilizzarlo, sostenerlo, ma devono trovare il modo di finanziarlo.

Il sistema è progettato per elaborare agenti liquidi, disponibile anche ad altri paesi che necessitano di tale tecnologia per le loro scorte.

Quando è stato progettato, abbiamo tenuto conto della massima flessibilità, ora abbiamo la “ricetta” per l’Iprite  e la “ricetta” per gli agenti DF, ma si potrebbe usare per diversi altri agenti, è solo necessario capire come devono essere trattati e cercare il modo migliore per farlo in questo sistema. »

Ed ecco quindi che il cerchio si chiude, nello Stretto di Gibilterra unica porta naturale di accesso al Mediterraneo .

Ed in tutto questo non c’è nulla di pacifico, e di civile.

Restano sul tappeto tutti i temi ben più importanti che riguardano il potere delle realtà locali a decidere i propri canoni di sviluppo.

La regione che ha autorizzato il MUOS vincola e finanzia i Comuni del comprensorio ad investire in turismo e agricoltura, ciò non si applica agli americani che in Sicilia stanno piazzando tutto ciò che Spagna ed altri paesi europei non vogliono.

Il MUOS permetterà di abbattere lo scoglio democratico dei conflitti bellici, perché la Sicilia e l’ITALIA debbano prestare il fianco a tutto ciò?

Al campeggio NoMuos ha partecipato una attivista del Coordinamento Sos Mediterraneo, che ha distribuito un volantino riepilogativo.