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Osservazioni alle integrazioni all’istanza “d3 F.P-.SC”

In data 02/01/2015 sono state depositate le osservazioni in merito alla richiesta di prospezione della Schlumberger Italiana. Il ministero dell’Ambiente, ha richiesto documentazione integrativa in data 02/04/2015.
La società Schlumberger Italiana in data 18/05/2015 ha presentato integrazioni al progetto alle quali sembra giusto precisare :


No-triv

Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni

Coordinamento Nazionale No-Triv (Sezione Abruzzo)

 

Osservazioni alle integrazioni all’istanza “d3 F.P-.SC”

  • Al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare
  • Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
  • Al Ministero dello Sviluppo Economico
  • Alla Regione Puglia
  • Alla Regione Basilicata
  • Alla Regione Calabria

OGGETTO: OSSERVAZIONI ALLE INTEGRAZIONI DEPOSITATE IL 18 MAGGIO 2015, NELL’AMBITO DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE RELATIVA ALL’ISTANZA DI PERMESSO DI PROSPEZIONE IN MARE DENOMINATA “D 3 F.P-.SC”, PROPOSTA DA SCHLUMBERGER ITALIANA S.P.A. (DI SEGUITO “SCHLUMBERGER”).

Documento redatto dalla dott.ssa Rosella CERRA in collaborazione col dott. Geologo Giuseppe FERRARO per conto di R.A.S.P.A – Rete delle Associazioni della Sibaritide e del Pollino per l’Autotutela

 *****

Iniziamo le osservazioni alle contro-deduzioni [interrogazioni] partendo da alcune affermazioni contenute nel paragrafo 1.4, nelle conclusioni al capitolo 1 VALUTAZIONE DI INCIDENZA:

  • Pag 51:

pg.51

atteggiamenti di fuga si avrebbero sopra i 175 dB re µpPa. Questi valori si avrebbero ad 1 km di distanza dalla sorgente”.

È chiaro che l’attività principale che interessa la fase di prospezione è strettamente legata all’uso degli air-guns e l’effetto che esso ha sulla fauna, la flora e l’ecosistema.

Riportiamo a tal proposito quanto affermato nelle stesse c.d. appena qualche pagina prima [Pag 39]:

pg.37

Per quanto riguarda l’interferenza sulla specie protetta Caretta Caretta, pochissimi sono i dati disponibili circa gli eventuali effetti delle emissioni acustiche a livello delle tartarughe marine. Diversi studi hanno evidenziato atteggiamenti di allarme o di fuga come reazione immediata agli impulsi sonori emessi dagli air-gun (McCauley at al. 2000; Lenhardt 2002), mentre i risultati di monitoraggi effettuati durante survey sismici hanno evidenziato risultati controversi. Ciò nonostante, diversi autori riportano un numero maggiore di avvistamenti di tartarughe marine nei periodi in cui non sono previste attività sismiche (Weir, 2007; Hauser et al., 2008). McCauley et al. (2000) riporta che gli atteggiamenti di fuga da parte delle tartarughe marine si avrebbero sopra i 175 dB re 1 μPa (rms); questi valori, secondo lo studio, si avrebbero ad 1 chilometro di distanza dalla sorgente”.

Di fatto già in questo breve passaggio conferma che una incidenza sulla esistenza e presenza di speci marine di fatto si ha con l’uso degli ari-guns.

Ma sempre a Pag 42 si continua a minimizzare sostenendo che:

pg.42

Il tipo di attività proposta non prevede nessuna delle alterazioni a cui risulta sensibile la Posidonia, infatti non determina alcuna modifica all’assetto geologico strutturale del sottosuolo, nè tantomeno alle caratteristiche chimico-fisiche dei sedimenti marini, in quanto la strumentazione necessaria all’attività di acquisizione geofisica, dislocata ad una profondità di poche decine di metri dalla superficie del mare, opera in zone in cui la profondità supera i 600 metri e non prevede alcuna interazione diretta con il fondale”.

Limitatamente a quanto sostenuto nel periodo è chiaro che non essendoci fisicamente contatto con la strumentazione non ci dovrebbe essere alcun tipo di interazione.

Considerando però il fatto che l’onda sonora emessa dalla sorgente posta a poche decine di metri di profondità è un’onda meccanica longitudinale che si propaga per compressione e decompressione del mezzo di propagazione [l’acqua del mare per l’appunto] si avrà che il fronte d’onda andrà a impattare con i fondali, come meglio abbiamo evidenziato in alcune osservazioni per altro non considerate in queste contro-deduzioni e che quindi riproponiamo all’attenzione.

In figura invece proponiamo una rappresentazione animata del movimento del fronte d’onda.

Tubo_e_pistone

Fonte : http://fisicaondemusica.unimore.it/File_Tubo_e_pistone.html

 

  • Pag 52:

pg.52

l’attività proposta non determina nessuna modifica dell’assetto del sottosuolo”.

Nel SIA si evince altro e anche dalle immagini che riportano le simulazioni. Infatti, si afferma che l’onda sonora raggiunge il fondale e che, per quanto i dati forniti nel SIA scongiurano un impatto con esso, non è in grado di modificarne l’assetto. È su questa affermazione che ci permettiamo di nutrire seri dubbi per le argomentazioni che abbiamo riportato anche con immagini e animazioni. Rimandiamo a quanto abbiamo riportato nell’allegato 1 proprio riproponendo le osservazioni a riguardo ignorate nelle controdeduzioni.

Rimarchiamo fin da subito che se l’attività di prospezione è “prodromica” allo sfruttamento delle risorse individuate, allora è anche parte del progetto di intero upstream che prevede di trivellare e distruggere i fondali di una vastissima area marina, nel cuore del Golfo di Taranto!

  • Pag 55:

pg.55

Quindi, allo stato attuale non è possibile conoscere l’inizio di un’eventuale campagna di acquisizione sismica all’interno di tali istanze poiché esse non hanno raggiunto lo “status” di permesso di ricerca, pertanto non possono dar inizio al relativo programma dei lavori. Analogamente avviene per l’istanza di permesso di ricerca in mare “d 151 D.R-.EL”, poco ad ovest dell’istanza di prospezione “d 3 F.P-.SC” e per permesso di ricerca antistante alla piana di Sibari (CS), “D.R.74.AP”, del quale non si è a conoscenza della data di inizio delle indagini geoficìsiche, poichè tale informazione raramente è divulgata dall’operatore o dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Stando così le cose appare realisticamente improbabile riuscire a coordinare le varie azioni di acquisizione dati nel caso in cui più di una concessione venisse fatta, determinando quello che abbiamo definito “effetto cumulativo” provocato da più azioni di ricerca e prospezioni contemporanee.

*****

Relativamente ai punti finora introdotti vogliamo ricordare ed evidenziare che nel mese di giugno, con il  D.M. 122 del 12/06/2015, il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato la compagnia petrolifera ENEL LONGANESI alla ricerca e all’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi nel Golfo di Taranto. La procedura ha avuto inizio il 21/3/2013. Il titolo minerario a cui si riferisce il decreto è proprio nel cuore del Golfo, all’interno dell’area individuata dalla d3.

d79

Fig. 1 – Fonte Minambiente

 

fig.2

Fig. 2 – Rappresentazione delle istanze nel Golfo con evidenziata la D79 dell’Enel Longanesi.

 

Ovviamente si è già levato un coro di contrarietà mosso dai comitati, associazioni ed enti locali che hanno già annunciato di fare ricorso. In data 23 luglio, è stata presentata una mozione al Consiglio Regionale della Calabria nella quale si impegna la Giunta, oltre che a inoltrare il ricorso, anche :

a chiedere al Presidente della Regione Calabria ed ai ministri pro tempore della Repubblica di vietare l’utilizzo dell’Airgun per la ricerca nel settore delle attività estrattive;

a coinvolgere le altre Regioni interessate nella predisposizione di una proposta di legge di iniziativa parlamentare che regolamenti, nello scenario più ampio delle strategie energetiche, il settore delle trivellazioni, tutelando così le regioni più a rischio”.

Il 10 agosto ha presentato infatti ricorso anche la Regione Calabria chiedendo specificatamente l’annullamento del decreto n. 122 del 12.6.15.

Nel ricorso si lamenta anche la violazione degli articoli 114, 117 e 118 della Costituzione, ossia “violazione dei principi di leale collaborazione e sussidiarietà”.

La comunicazione viene data anche al Comune di Trebisacce che in una nota specifica che:

Il Sindaco Mundo ha accolto, con soddisfazione, anche i motivi posti a fondamento, che ricalcano le motivazioni addotte nella stessa ordinanza di applicazione del principio di Precauzione, in quanto le perforazioni, oltre che pregiudicare ogni ipotesi di sviluppo turistico eco-sostenibile e salvaguardia dell’ambiente, tiene in considerazione anche i paventati danni alla salute dei cittadini, elemento primario da salvaguardare, nonché ai danni che può produrre la tecnica invasiva dell’air gun, in ordine al fattore dell’acidità del mare.

Viene posto anche l’accento sugli effetti che l’uso degli air-guns può avere sui fondali, tenuto conto della possibilità della presenza di materiale pericoloso inabissato in maniera illecita e quindi non censita.

La contrarietà a tali permessi e procedura è stata manifestata in maniera congiunta anche dagli presidenti delle Regioni che si affacciano sul Golfo, ossia la Puglia e la Basilicata.

Nella foto in basso riportiamo uno scatto della manifestazione unitaria del 15 luglio a Policoro alla quale erano presenti i presidenti delle tre regioni interessate, Puglia Calabria e Basilicata.

policoro

Fig. 3 – Foto tratta dalla manifestazione a Policoro il 15 luglio 2015 con Emiliano, Pittella e Oliverio, rispettivamente presidenti delle regioni Puglia, Basilicata e Calabria.

… segue nel testo integrale delle Osservazioni alle Integrazioni (al momento non ancora pubblicate su Minambiente)
Il testo delle Integrazioni della Schlumberger Italiana.


 

Aggiornamento al 21/08/2015

Il testo delle osservazioni di MEDITERRANEO NO TRIV