NO TRIV – Opposizione sui permessi di prospezione

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Facendo seguito a quanto già denunciato, partecipiamo la nostra contrarietà anche a questa ultima richiesta “d 3 F.R-.SC” nel golfo di Taranto della Schlumberger Italiana parte della multinazionale Schlumberger Oilfield Services.

L’area oggetto dell’istanza di permesso di prospezione è ubicata nel settore centrale del Golfo di Taranto all’interno della Zona Marina “F”. L’area ricopre una superficie di 4030 chilometri quadrati. Anche questo studio è stato elaborato dalla società toscana G.E. Plan Consulting S.r.l.

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Figura 5.20 – Mappa di localizzazione dell’area in istanza di prospezione e distribuzione degli altri titoli minerari ed istanze attualmente presenti nelle zone limitrofe. (fonte dei dati: unmig.sviluppo economico.gov.it)

  1. L’ipotesi che vi sia il petrolio si basa su indizi molto deboli, fra cui quello “relativo al rilevamento satellitare di tracce di petrolio”, inoltre “La raccolta delle informazioni relative all’area in oggetto è stata conseguita mediante l’analisi di dati provenienti dalle acquisizioni eseguite da Spectrum e Wavetech, che ad oggi tuttavia rimangono ancora in via di elaborazione e quindi di scarso impiego”. Di fatto quindi non si ha alcuna garanzia che la quantità di idrocarburi eventualmente trovata possa in qualche modo “contribuire alla riduzione del fabbisogno energetico nazionale”, dal SIA “d 89F.R-.GM” e altri …
  2. Il danno che invece si avrebbe in termini distruzione dell’ecosistema e di inquinamento non sarebbe quantificabile. Inoltre riversare la responsabilità del rilancio dell’economia del paese su una zona che ha già fortemente compromesso la propria salubrità (Taranto e Crotone sono siti SIN), è inaccettabile. I settori in crescita sono quelli legati al turismo e ad altre risorse ecocompatibili. L’intera area ha una importanza particolare per la riproduzione di specie fondamentali per l’economia ittica di una vasta area della costa ionica. Ma è anche nursery di delfini, come segnalato da tempo dalla Jonian Dolphin Conservation.
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    Figura 4.52 – Aree di nursery del nasello (Merluccius merluccius) nella GSA 19 (fonte: “Lo Stato della Pesca e dell’Acquacoltura nei Mari Italiani – Capitolo 2”)

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    Figura 4.53 – Aree di nursery del gambero rosa (Parapaeneus longirostris) nella GSA 19 (fonte: “Lo Stato della Pesca e dell’Acquacoltura nei Mari Italiani – Capitolo 2”)

  3. Gli strumenti di indagine, gli air-gun, sono pericolosi per l’ambiente marino (anche letali per la fauna). Studi scientifici evidenziano una diminuzione delle catture di pescato fino al 50% in un’area distante fino a 2000 m2 dalla sorgente durante l’utilizzo di air-gun. È stata anche dimostrata una diminuzione della disponibilità di uova di pesce probabilmente causata della prolungata esposizione di specie ittiche a suoni a bassa frequenza (studi scientifici condotti da The Norwegian Institute of Marine Research). Il loro utilizzo è previsto per 92 giorni, in una vastissima area, con suoni emessi che raggiungono i 240 decibel, sufficiente per creare un elevato tasso di inquinamento acustico e di alterazione dell’equilibrio biologico. Inoltre l’area di controllo prima di eseguire gli air-gun deve essere almeno di 1000 metri e non di 500, come una stessa valutazione CTVIA ha specificato in un rigetto: Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare-parere sfavorevole-permesso di ricerca idrocarburi “d364 C.R-.AX- Audax Energy S.R.L.
  4. L’area in esame presenta una delicata strutturazione geologica, caratterizzata da diverse faglie. Nella porzione pelagica del bacino Apulia, che si estende dal margine meridionale dell’offshore Salentino fino alle isole Ioniche, è stata registrata un’area di rischio sismico relativamente elevato (INGV, 2006). L’eventuale individuazione di un giacimento e la successiva coltivazione dello stesso andrebbero ad insistere su un delicato equilibrio, determinato dal fatto che il sistema è attivo e quindi non è possibile prevedere le conseguenze dell’estrazione di prodotto e repentina modificazione degli assetti tettonici.
  5. L’area di interesse presenta diverse zone protette e di prossima istituzione, fondamentale in quanto “contiene importanti ambienti e biocenosi di rilevante interesse per la conservazione del paesaggio e della biodiversità in Puglia”.
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    Particolare di : Figura 2.4 – Aree marine protette nel territorio italiano (fonte: www.minambiente.it/pagina/aree-marine-istituite)

     

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    Particolare di: Figura 2.5 – Aree Marine Protette di prossima istituzione (fonte: www.minambiente.it/pagina/aree-marine-di-prossima-istituzione)

  6. L’attività di ricerca è finalizzata allo sfruttamento delle risorse eventualmente trovate e costituisce un pericolo accertato la connessione fra inquinamento radioattivo e attività estrattiva, come emerso anche dal recente Studio di Pisticci. Ma sono molti anche gli approfondimenti che ha già fatto l’Enviromental Protection Agency statunitense (EPA).
    Inoltre sarebbe assolutamente disastroso ed irreparabile il danno che subirebbe l’intero golfo da un eventuale incidente di fuoriuscita di petrolio, come si è già molte volte purtroppo verificato in varie parti del mondo, essendo un mare semichiuso.
    Aggiungiamo inoltre che per ogni barile di petrolio estratto si avrebbero 35 Kg di residui da smaltire e che la composizione dei fanghi di estrazione sono coperte da segreto industriale, mentre continuerebbe ad incrementarsi il dubbio sul loro reale smaltimento per cui rimane non quantificabile il potenziale danno complessivo.

In conclusione segnaliamo che la procedura di VIA viene strutturata sul principio dell’azione preventiva, in base al quale la migliore politica ambientale consiste nel prevenire gli effetti negativi legati alla realizzazione dei progetti anziché combatterne successivamente gli effetti (ISPRA). Come ampiamente già evidenziato, il progetto ha grandi criticità sia nelle attività in oggetto, che in quelle future, il grado di conoscenza del pericolo che è ovviamente determinante in una corretta formulazione di un modello di accettazione dei rischi, non permette spazi alcuni ai fini di un parere favorevole.

In quell’area quindi anche la pratica della prospezione geosismica deve essere interdetta, poiché finanche la stessa giurisprudenza evidenzia come l’utilizzo della tecnica dell’air gun sia foriero di conseguenze che si ripercuotono anche a distanza, attesa la natura delle onde acustiche e le modalità tecniche dell’operazione (cfr. TAR Puglia – Lecce, sez. I, 14 luglio 2011, n. 1341), l’area in oggetto per la sua innegabile importanza ecologica non permette fonti di disturbo, gli impulsi sismici disturbano la cetofauna sino a 300 km di distanza (ISPRA).

Il principio di precauzione in questo caso, come ampiamente descritto, è atto dovuto. Il suddetto progetto non è in linea con la strategia energetica per il 2020, nella fattispecie con la priorità 3.

Questa strategia tiene fermo il quadro della politica energetica in ambito Europeo come si è delineato negli ultimi anni attraverso documenti quali il libro verde, una strategia europea per un’energia sostenibile, competitiva e sicura (marzo 2006), il piano d’azione per l’efficienza energetica (ottobre 2006), il “pacchetto energia” sulla politica energetica per l’Europa del (gennaio 2007), il piano per le tecnologie energetiche (novembre 2007) pacchetto energia” su energia e cambiamento climatico (novembre 2008), Strategia Europa (giugno 2010), e piano di Efficienza Energetica (10709/11) per limitarsi solo ai principali.

Ai rispettivi link ulteriori dettagli in merito alle osservazioni riguardanti le richieste della Global Med LLC e relative alle “d 89 F.R-.GM”, “d 90 F.R-.GM”, “d 91 F.R-.GM”, “d 85 F.R-.GM”, “d 86 F.R-.GM” e il “d 87 F.R-.GM”, prodotte da varie associazioni e comitati, dal comitato Mediterraneo NO-TRIV e dalla Provincia di Crotone, la quale “Nella convinzione della insostenibilità del rischio” si richiama “l’applicazione di un doveroso principio di precauzione, come da art. 301, d.lgs. 152/2006”.

Riguardo la specifica “d3 F.R-.SC” sono già state fatte delle osservazioni da parte del pubblico consultabili sul sito del Ministero dell’ambiente.


Qui potete scaricare il documento in formato word da compilare, stampare e personalizzare con Logo/Nome e Cognome ed inviare agli indirizzi in esso contenuti.

Ci rendiamo disponibili a raccogliere le vostre adesioni tramite il form in calce, ci faremo carico di inoltrare per voi i modelli compilati. Solo una precisazione, le istanze devono essere presentate entro il 04/01/2015.

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