Manifesto di ARKADI

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Oggi, 23 marzo 2014, noi cittadini di Creta ci siamo riuniti presso lo storico monastero di Arkadi, per proclamare la nostra opposizione alla “neutralizzazione” delle armi chimiche siriane nel Mar Mediterraneo.

In questa riunione, ci accompagna la voce delle generazioni precedenti, di quelle generazioni che hanno sofferto le conseguenze delle guerre, la sua eco continua ad essere udita a tutt’oggi, in tutti i luoghi in cui queste ostilità hanno lasciato il loro segno catastrofico, con morti, scomparsi, invalidi, profughi e deportati.

Nella storia del Mar Mediterraneo, la guerra è sempre stata presente, i conflitti e la produzione di armi hanno sempre influito negativamente sull’economia dei popoli, assorbendo i capitali che sarebbero dovuti andare all’istruzione, alla salute, alla cultura ed al miglioramento della qualità della vita.

Ai giorni nostri, il dramma si fa sempre più tragico, poiché lo sviluppo tecnologico permette alle grandi potenze di produrre armi sempre più devastanti.

L’influenza che l’industria delle armi esercita per mantenere i conflitti esistenti – per poter raccontare che le armi stesse vengano consumate, usate, provate – ha portato alla destabilizzazione della regione.

Questi industriali sono addirittura arrivati al punto da mimetizzare la loro avidità, battezzando come necessaria, inevitabile e pacifica (!!!) la “neutralizzazione” delle armi chimiche siriane nella nostra zona.

Sono i pericoli di un’incalcolabile catastrofe dell’ambiente umano e naturale, di una causa del progetto in questione di guidarci verso il nostro di scontro.
Questo è, del resto, anche una nostra responsabilità, un atto coerente, sensato, morale ed urgente.

Esigiamo che il Mar Mediterraneo non diventi una discarica di rifiuti, chimici o nucleari.

Esigiamo che il governo greco – il quale attualmente presiede l’Unione Europea – prenda finalmente posizione nel dialogo pubblico scaturito al riguardo.

Non chiediamo né vantaggi compensativi né di quietare le nostre paure.

Esigiamo che il governo greco abbandoni il dogma della forza e della paura, che abbandoni il silenzio, il dispotismo verso i cittadini e di abbandonare le decisioni che hanno consentito e che stanno conducendo a devastanti progetti a nostro svantaggio.

Dalle organizzazioni dell’UE, dell’ONU e della NATO, esigiamo che cambino le loro politiche bellicose e le dirigano, invece, verso lo sviluppo umano.

Il modello che proponiamo noi, non dà spazio ad altri esperimenti.

Di conseguenza, diciamo NO alla “neutralizzazione” delle armi chimiche siriane nel mediterraneo.
Il nostro obiettivo è quello di collaborare a questa direzione, per cambiare il flusso della storia, costruendo le Nazioni Unite ed un futuro reale nel Mediterraneo, caratterizzato da pace e non-violenza.

Ci assumiamo questa responsabilità per libera scelta; porteremo avanti questo nostro intento insieme a tutti coloro che rifiutano qualsiasi forma di violenza e difendono quotidianamente la democrazia reale, lo sviluppo per tutti, lo sviluppo della tecnologia e della scienza al servizio dell’uomo e della pace.

Nostro dovere all’istruzione non è solo quello di denunciare le politiche violente e le scelte fatte in assenza dei cittadini e a svantaggio dei cittadini, ma inoltre quello di isolarle e di esercitare pressione in ogni direzione, in modo che cambino e che siano prioritarie le attività umane in opere di pace.

Invitiamo in zona qualsiasi persona, ma anche rappresentanti e membri di organizzazioni, corporazioni, gruppi, partiti politici, sindacati ad unirsi a noi in questo Manifesto, di lavorare – ognuno nel proprio campo – ed in seguito, a partecipare ad attività comuni, in alleanza, in modo da produrre alla fine, una grande onda che possa rendere il Mediterraneo, un mare di pace e di cultura.

Il Mediterraneo è il nostro quartiere. Tutto il mondo è casa nostra.

Gli scenari di distruzione non diventeranno i nostri incubi.

La lotta è appena cominciata e continuerà fino alla vittoria finale, affinché il Mediterraneo sia un mare di pace e di cultura.

Arkadi, Creta – (Grecia)