Lettera agli Ambasciatori degli Stati Uniti e Russia

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[…] contro la distruzione della sostanze chimiche nel Mediterraneo, dalla commissione Pancretese

Heraklion, Grecia, 12 Luglio 2014

– Ambasciatore degli Stati Uniti d’America a Atene
– Ambasciatore russo a Atene
– Direttore generale dell’Agenzia Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC)
– Nazioni Unite
– Ambasciatore cinese ad Atene
– Ambasciatore di Germania a Atene
– Ambasciatore di Francia in Atene
– Ambasciatore d’Inghilterra a Atene
– Ambasciatore d’Italia ad Atene
– Ambasciatore del Giappone in Atene
– Ambasciatore di Finlandia a Atene
– Il presidente della Repubblica greco Karolos Papoulias
– Il primo ministro greco Antonis Samaras
– Il ministro degli Esteri Evangelos Venizelos
– Avvocato d’Appello Creta Orientale
– Comunicazioni

Signor Ambasciatore degli Stati Uniti d’America
Signor Ambasciatore Russia

Sappiamo che i vostri Paesi, da molti decenni, affrontano questioni legate agli arsenali chimici e ai relativi problemi internazionali derivanti dalla diffusione capillare di queste armi di distruzione di massa.
Inoltre è noto che dal 1997 in poi, i programmi di distruzione delle armi chimiche sono costosi in termini di tempo e complicazioni.
Tuttavia i vostri Paesi – secondo i dati ufficiali dell’OPAC – sono ancora in possesso di grandi quantità di armi chimiche non ancora distrutte, in particolare gli Stati Uniti 10% (circa 2.600 tonnellate) e Russia il 26% (circa 10.000 tonnellate) dell’arsenale originale.
I vostri Paesi, hanno concordato con l’OPAC nel settembre 2013 di fermare il disastro della fornitura di armi chimiche alla Syria. Siamo sostenitori di tale accordo, poiché sosteniamo pienamente il divieto di produzione di armi chimiche, la necessità di distruggere i luoghi in cui sono situate le loro scorte e la criminalizzazione di tali gravi violazioni.
L’assegnazione all’OPAC della fase di neutralizzazione dei gas Sarin, VX, Iprite (gas mostarda) e altre sostanze attive con il metodo dell’idrolisi (FDHS) è stata recentemente conferita alla nave da guerra americana Cape Ray, utilizzando il suo pericoloso scafo sul Mar Mediterraneo, in un esperimento estremamente pericoloso per un volume di acqua piccolo, limitato, quasi chiuso; un mare rinnovabile molto lentamente.
Un eventuale incidente durante le operazioni di idrolisi coinvolgerà la fuoriuscita di sostanze altamente tossiche in forma gassosa o liquida portando ad impatti irreversibili sull’ecosistema marino del Mediterraneo. Causerà gravi rischi, immediati ed a lungo termine per la salute delle popolazioni costiere e la stessa sopravvivenza economica e sociale.

Sappiamo che gli Stati Uniti possiedono un programma di gestione alternativa delle armi chimiche (ACWA) con la costruzione di due nuovi stabilimenti di distruzione in Colorado e Kentucky. Conosciamo anche il potenziale di distruzione delle armi chimiche in Russia. Comprendiamo gli elevati costi di stoccaggio e distruzione e gli sforzi per sviluppare nuovi metodi e tecniche – sull’esempio del metodo della pirolisi o idrolisi per neutralizzarli.
Capiamo la necessità di ulteriori indagini per la ricerca di modi alternativi per utilizzare i prodotti di idrolisi e da bitumizzazione (bitumisation-Shchuchye), e nuovi metodi di riciclaggio (rimanenti sottoprodotti riciclati in Kentucky).
Tuttavia, ciò di cui non ci rendiamo conto è la ragione per cui i Paesi coinvolti non calcolano i rischi connessi con l’eventuale fallimento di questo progetto pericoloso e distruttivo e non capiscono il valore che noi diamo al nostro mare, ricco di storia e cultura, lo splendido mare Mediterraneo.

I vostri paesi, (Stati Uniti e Russia) dopo aver accettato a partecipare a questa operazione di neutralizzazione di armi chimiche, sono in parte responsabile di una serie di violazioni che si sono verificate o sono in corso al momento in tutto il processo.

In particolare:
Sono stati violati gli articoli V e VI del regolamento dell’OPAC che oppone il trasferimento di armi chimiche da un paese ad un altro paese, valido solo per motivi di ricerca medica medici o scientifici. E ‘ovvio che non vi è alcun trasferimento di armi chimiche dal paese in acque internazionali e la loro idrolisi a bordo. Sono stati violati anche altri articoli del regolamento OPAC che prevedono come durante il trasporto si debba tener conto della tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Infine è stata violata la lunga esperienza della stessa Organizzazione (OPAC) da cui consegue che, “qualora non venisse offerta la distruzione delle armi chimiche in loco, come è ora nel caso della Siria, con la trasformazione con idrolisi in unità mobili (Cape Ray), la scelta di un ambiente marino, è la scelta più controversa che va a sfidare incidenti e scarichi incontrollati con processi attivi irreversibili e tossici” (professor Peter O ‘Meara Evans, membro della Segreteria Tecnica dell’OPAC 1996, nella sua opera: “Aspetti sociali e ambientali delle armi chimiche abbandonate in Cina”).

La Corte Federale Suprema degli Stati Uniti può ritirare l’esercito americano se constata che l’azione viola le regole del diritto internazionale o espone il suo paese alle sue azioni. Altre leggi statali e federali vietano il traffico in America e la neutralizzazione armi chimiche di categoria di rischio 1 in unità mobili per evitare un disastro e vietano il trasferimento da Stato a Stato su strade o altri mezzi di trasporto. Lo stesso vale per la Russia.

E’ stata violata la Risoluzione 1540 del 2004 del Consiglio di Sicurezza in cui si afferma che la distribuzione e il trasporto di armi chimiche costituisono una minaccia per la pace internazionale.

Il 02/03/2014/ è stata inviata una lettera aperta ai ministri degli Esteri e della Difesa signori John Kerry e Chuk Hagel da parte di personale diplomatico, politici, esponenti ambientali e culturali in diversi paesi del mondo che indicano chiaramente la necessità di trasparenza e di allarme per i residenti del Mediterraneo, che purtroppo non ebbe mai luogo.

Risoluzione 2118 (2013) per OPAC missione congiunta delle Nazioni Unite e ha, dopo gli eventi di Ucraina, screditato come stato membro della Segreteria Tecnica della OPCW, Valeria Santori.

Sono state violate anche le seguenti condizioni:

Ci dispiace non poter trascurare le responsabilità dei vostri Paesi per tutto quanto sopra descritto con le date delle decisioni e delle Risoluzioni.
Inoltre, dichiariamo ancora una volta che faremo immediatamente ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, anche per informarvi che le nostre proteste e la nostra lotta continuerà in tutto il Mediterraneo, il nostro mare, per farlo diventare un mare di pace e di civiltà.

Infine, invitiamo i Signori Ambasciatori a riconoscere la profonda preoccupazione del popolo greco sulle conseguenze di questo esperimento e la sua opposizione alla opacità e all’autoritarismo dimostrato, assumendo questa decisione in contumacia. Aggiungiamo anche la sicura decisione dei cittadini greci a riconsiderare seriamente il nostro Paese nell’arena internazionale interessata. Rivolgiamo verso di loro sentimenti sinceri.
Vi invitiamo pertanto a raccontare ai vostri governi tutto ciò, ad invocare il diritto della nostra richiesta all’immediata sospensione di questo criminale programma, per la selezione – con la dovuta competenza, la sensibilità e la responsabilità – di una nuova, più sicura e collaudata programmazione.

Rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi informazione di cui siamo in possesso ed il nostro desiderio di incontrarmi con Voi per sviluppare i nostri argomenti.

Per la Commissione Pancretian

Al Heraklion:
Arcivescovo di Creta Eirinaios, tel: 2810335845, email: iak@iak.gr

Kypriotakis Roussos, il sindaco Archanon-Asterousion, tel: 2813401141/6944917262, email: roussosk@her.forthnet.gr

Vardakis Socrates, il presidente laburista centro di Heraklion, tel 6944773555, email: ergkehr@otenet.gr

Haronitis John, presidente Pat Camera di Grecia / Creta Dipartimento Orientale, tel tecnica: 2810342520/6972350768, email: presidentteetak@tee.gr

Dagkonakis John, presidente ADEDI Heraklion, tel 6979118710, email: giannisdagonakis@yahoo.gr

Koutsoumpos Fani, Presidente Ordine degli Architetti Heraklion, Tel: 2810285752/6948374085, email: fanikoutsoumbou@gmail.com

Syngelakis Tuberosa, Membro del C.d.A. dell’Associazione Ellenica di Meccanica e Ingegneria Elettrica e membro della” Nave iniziativa per Gaza”, tel: 2810376386/6978512779, email: p.syngelakis @ dei.com.gr

Dimitris Petrakis, chirurgo pediatrico, rappresentante dell’Associazione Medica di Heraklion, tel: 6932409353, email: dimitriospetrakis@hotmail.com

Marte Rozakis, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Heraklion, Tel.: 2810330345/6944989599, email: arozakis@otenet.gr

Katsama Nellie, Giornalista NRA Heraklion, GA Stato poef, tel 6945556401, email: nellyk91@gmail.com

Tsatsaki Eugenia, insegnante, laureata in filosofia, Storia della Scienza e Archeologia tel 6980474650, email: tsantzen@yahoo.gr

Chania:
Polakis Paul sindaco Sfakia, tel: 6944384939, email: pavlos.polakis @ gmail.com

Malandrakis John, il sindaco Platania, tel: 6977613733, email: grammateia@platanias.gr

Kallinikou Evangelia, vicesindaco e sindaco eletto Gavdos, tel: 6972515132, email: gellygavdos@yahoo.gr

Vamvoukas Tassos, sindaco neoeletto di Chania, tel: 6944373101, email: tasosvamvoukas@otenet.gr

Perrakis Anthony, neo-eletto sindaco Kantanos-Schilling, tel: 6977576083, email: padonis3@gmail.com

Koukianakis Harry, appena eletto sindaco Apokoronos, tel: 6948375990, email: apokorwnas@gmail.com

Stathakis Theodore, appena eletto sindaco Kissamos, Tel: 694463570, e-mail: stathakisteo@hotmail.gr

Kornarakis Dimitris, Presidente Camera del Lavoro di Chania, Tel.: 2821097686/6977652503, email: erga1234@otenet.gr

Giovanni Rotondo, il Presidente Pat Camera tecnica di Grecia / Creta Dipartimento occidentale, tel: 6977445136, email: jstrog@hotmail.com

John Daskalakis, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Chania, tel: 2821054529, email: ioannisdaskalakis@ymail.com

Giannoulakis Athena, presidente dell’Associazione dei Locali dipendenti pubblici Chania, tel: 2821092294, email: agianoulaki@yahoo.gr

Per Rethymno:
Woolly Nick, direttore regionale di Creta, membro del Consiglio OAS, tel: 6974811816, email: malliarosn@gmail.com

Manolis Kallergis, appena eletto sindaco Anogion, tel: 6974726223, email: mkallergis@yahoo.gr

Nikolidakis George, presidente del Labour Union Center, tel: 6974034159, email: erker@otenet.gr

Deredakis Nikos, presidente ADEDI Rethymnon, tel: 6978200399, email: deredakis@yahoo.gr

Polioudakis George, presidente della Federazione delle Associazioni di categoria di Creta, tel: 6932252272, email: polioudakisaevte@yahoo.gr

Stefanakis George, Presidente dell’Associazione Medica di Rethymno, tel: 6932252929, email: gstemfd@otenet.gr

Tsakalakis Manolis, Presidente, Associazione di Rethymno Hotel, tel: 6932252597, email: rethmare@otenet.gr

Giakoumakis George, presidente del Commercio e dell’Industria di Rethymnon, tel: 6932417645, email: giakou@otenet.gr

Troulis George, presidente dell’Associazione degli Insegnanti di Primary Education Rethymno ADEDI e General Counsel, tel: 6936841955 email: giorgiot@edu.uoc.gr

Hatzaki-Volytaki Matina, Presidente, Associazione dei Genitori degli Studenti Rethymnon, tel: 6940402439, email: matatzaki@hotmail.com

Lasithi:
Petrakis Pelagia, Antiperifereiarchis IP Lasithi regione di Creta, tel: 2841340300/6972922201, email: petrakipel@crete.gov.gr

Paterakis Theodore, sindaco di Sitia, tel: 2843340507, email: info@sitia.gr
Anastassakis Sifis, sindaco di Ierapetra, tel: 2842340300, email: kyrva@ierapetra.gr

Miliaras George, il sindaco di Lassithi, tel 2844340170/6972241474, e-mail gmiliaras@yahoo.gr / gmiliaras92@gmail.com

Peponis Manolis, il presidente Lassithi Camera del Lavoro, tel: 2841022364, email: epeponis@gmail.com

Odysseas Sgouros, Segretario Generale Pat Camera tecnica di Grecia / Creta Dipartimento Orientale, tel: 6944240699, email: osgouros@gmail.com

Kakourakis John, presidente della Associazione Albergatori di Sitia, tel: 6972710520, email: flisvos@sit.forthnet.gr

Orzo Manolis, Presidente della Federazione di professionisti, artigiani e commercianti Lasithi, tel: 6975308755, email: mkritharakis@gmail.com

Orzo Manolis, Presidente, Associazione di impianti elettrici Lasithi, tel: 6975308755, email: oevelas@gmail.com

Kalambokis Christopher, Presidente dell’Associazione Branch e Spettacolo del Comune di Sitia, tel: 2843029450/6937489101, email: info@kalabokis.gr

Kyriakos Papaioannou, Presidente dello Yacht Club Sitia, tel: 6947847650, email: papaioannou_kyr@cyta.gr

Alexis Mantas, presidente del Gruppo Ecologico San Nicola, tel: 6944465690, email: a.mantas @ hotmail.com

Zahariades Nikos, presidente Farmers Union Krista, tel: 6977217332, email: info@kritsacoop.gr

Mandorle Eufemia, Presidente Volontari soccorritori Emergenze Creta, tel: 6976000188, email: efiamigdaliou@yahoo.gr

C. Frangoulis: “questione politica della Chimica”

**** Dimostrazioni a Sfakia ****
Sono previste mobilitazioni dai residenti di Sfakia (Creta) in risposta all’idrolisi chimica della Siria nel Mesogeio. In una recente riunione del Consiglio Comunale si è deciso, tra l’altro, di partecipare con le barche nella zona di mare dove è situata la nave americana Cape Ray.

Dettagli Comunicazione del Consiglio Comunale:
“A seguito della riunione del consiglio di oggi a Sfakia

1) invita gli abitanti di Sfakia e tutti i cretesi a partecipare massicciamente a bloccare la base di Souda nel prossimo weekend esprimendo la loro opposizione all’azione criminale, per l’economia dell’isola, la salute e il futuro dei nostri figli; l’esperimento di idrolisi è iniziato a ovest di Creta, con la copertura del governo americano delle Nazioni Unite ed il silenzio, la complicità e la partecipazione del governo greco.

2) Il comune di Sfakia sosterrà finanziariamente il coordinamento e le azioni di organizzazione e di partecipazione alla missione, con le imbarcazioni verso l’area di navigazione con l’appoggio del sindaco Paolo Pollack ed il neoeletto assessore Philip Solar.

3) Contatteremo gli ambasciatori di Stati Uniti e Russia questa settimana ad Atene insieme ad altri comuni e province greche per chiedere l’immediata cessazione del processo di idrolisi.

4) Chiediamo al Servizio di Protezione Civile del Ministero degli Interni di informarci sulle misure da adottare in caso di incidente e della fuoriuscita di sostanze chimiche nell’ambiente.

La lotta continua, non permetteremo che il Mar Mediterraneo diventi una discarica di materiale chimico.

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