Il discorso di un pescatore di Monasterace

pescatore

Salve a tutti, sono un pescatore, ed amo il mare.

Io col mare ci vivo ogni giorno, è come un grande essere vivente che ho imparato ad amare, un essere vivente che può darti gioia e sofferenza, e da qualche anno il mare mi trasmette sofferenza.

Perché io vedo tutte quelle ferite che l’occhio inesperto, il bagnante, chi va in mare di tanto in tanto, non vede.

Vedo meno pesci di qualche anno fa, vedo zone dove troppe volte l’acqua è sporca, ed ho scoperto che esistono luoghi in Italia dove fare il bagno è pericoloso, dove sui fondali marittimi esiste materiale altamente tossico.

Vedo questo mare sempre più assediato, da ogni dove arrivano attacchi e pericoli, come nel caso dei progetti di trivellazione per estrarne petrolio.

E’ proprio il fatto di amare il mare che mi ha portato a prendere a cuore, fin da subito, la battaglia contro il trattamento delle Armi Chimiche Siriane nel Mediterraneo.

Già quella operazione, mi sembrava una imposizione al territorio Calabrese, l’ennesima imposizione, nessuno aveva chiesto la nostra opinione, ancora una volta la Calabria veniva messa di fronte al fatto compiuto, avvertivo quella sensazione di fare parte quasi di una “Colonia dell’Impero”.

Da quei giorni di gennaio in cui si venne a sapere che Gioia Tauro era stata scelta per il trasbordo, entrai sempre più in sintonia con quelle persone che a San Ferdinando si opponevano a questa operazione.

Da quei giorni di gennaio ho sentito la loro battaglia come la mia.

Mentre i mesi passavano ci siamo accorti di essere sostanzialmente soli, ci siamo accorti che questa operazione era avvolta da una fitta nebbia che (quasi) nessuno voleva oltrepassare.

I media tacevano o la descrivevano come una operazione di routine. I politici non ne parlavano, o la descrivevano come parte di una grande “Operazione di Pace”, un vanto per la Calabria.

Il tempo passava e compresi che il trasbordo, con tutte le sue complessità, non era neanche la parte peggiore di tutta l’operazione.

La parte peggiore sarebbe stata il successivo trattamento che queste “Armi Chimiche” avrebbero ricevuto nel mare al largo di Creta, l’Idrolisi in mare aperto, un procedimento mai tentato prima.

Dalla Grecia giungevano le voci dei più grandi Scienziati, che lanciavano appelli drammatici circa i pericoli per il Mediterraneo, appelli accompagnati da argomenti, che nessuno finora è mai riuscito a smentire.

Compresi quanto fosse pericolosa l’intera operazione.

Ho conosciuto persone generosissime che spesero gran parte del loro tempo per creare un ponte con la Grecia, un ponte con tutto quel mondo di scienziati, attivisti e comitati che, soprattutto a Creta, hanno lottato senza esclusione di colpi contro questa operazione, riuscendo anche a far nascere una grande mobilitazione collettiva che ancora continua.

Questo ponte non è stato solo un ponte “informativo”, è diventato anche un meraviglioso ponte umano.

Senza questo ponte non avremmo conosciuto la grande battaglia democratica che l’intero popolo di Creta sta combattendo, senza questo ponte non avremmo conosciuto l’agguerritissima Flavia, l’appassionata Katerina, il riflessivo Theodoros.

Senza questo ponte non avremmo conosciuto il Professor Pissias, un grande scienziato umanista, e non avremmo avuto il piacere e l’onore di conoscerlo dal vivo, quando, più di un mese fa, venne in Calabria.

Lo incontrai di persona, e seppur con notevole disagio per la lingua diversa, ricordo la sua attenzione quando affrontai il discorso della contaminazione del Mediterraneo.

Incontrare il Prof. Pissias contribuì ancora di più a legarmi alla causa, mi fece ancora di più capire che questo non è un problema solo della Calabria, ma è un problema di tutto il popolo del Mediterraneo.

Contrastare oggi l’idrolisi è, sia contrastare un enorme pericolo attuale, ma anche contrastare tutti i futuri progetti che proveranno a realizzare nel “Mare Nostrum”

Cos’è in fin dei conti il Coordinamento Sos Mediterraneo ? E’ il frutto di mesi di confronti umani, condivisioni di ideali e azioni concrete.

Le persone, anche di contesti diversi, che si sono ritrovate insieme ad appoggiare questa lotta, hanno voluto che questa “connessione” non rimanesse allo stato brado, ma si concretizzasse in un “Coordinamento” stabile, al di là delle individuali provenienze politiche e dei propri percorsi ideologici.

Oggi sono parte di questo Coordinamento !!